sabato 12 gennaio 2013

Adesso sono un toro, io, che sta vedendo rosso...e manifesto!


 Venerdì, 16 Novembre 2012

(Frase tratta dalla canzone ‘Manifesto’ di Daniele Silvestri)

Avrete sentito tutti parlare delle manifestazioni avvenute due giorni fa. Proprio il 14 Novembre, nella giornata che è stata ribattezzata “Eurostrike”, si sono susseguiti cortei e manifestazioni in tutta Europa, così come in tutta Italia. Non poteva mancare all’appello Roma, dove, come abbiamo sentito in numerosi telegiornali, c’è stata una vera e propria guerriglia che è in pochi attimi è diventata la protagonista della giornata.
Non oso mettere in dubbio i numerosi scontri avvenuti tra studenti e polizia, ma ci tengo a specificare che questi hanno avuto luogo solo verso il primo pomeriggio, dopo un’intera mattinata di cortei pacifici.




Io ero lì, a manifestare con la mia scuola contro il ddl aprea, non per perdere un giorno di scuola inutilmente, come molti pensano in occasioni del genere, ma perché credo che questa legge possa nuocere gravemente alla scuola che, a mio avviso, rappresenta l’istituzione statale più importante perché è il primo nucleo sociale nel quale ognuno di noi impara a rapportarsi con gli altri al di fuori della famiglia.
Dopo aver velocemente affrontato delle questioni interne alla scuola, dalla sede centrale ci siamo diretti, con la metropolitana, a Piramide, da dove sarebbe iniziato il corteo degli studenti. Un altro, con cui poi ci saremmo uniti e che era formato anche dai docenti, sarebbe invece partito da Piazza della Repubblica.
Usciti dalla stazione metropolitana ciò che abbiamo visto mi è sembrato a dir poco stupefacente, anche perché era la prima volta che scendevo in piazza a manifestare. Essere lì non è la stessa cosa che seguire questi eventi alla televisione. Dal vivo è tutto così reale e si è sicuri dei propri occhi mentre, invece, l’obiettivo di una telecamera o le parole ben articolate di un giornalista fanno cadere nella finzione.

Nonostante inizialmente andassimo molto lentamente, per non correre il rischio di mescolarci con altre scuole, abbiamo subito iniziato a farci sentire con cori e a mostrare striscioni. Da Piramide abbiamo proseguito verso il Colosseo passando per Via dei Fori Imperiali, continuando ad intonare cori, alternando alla lunga camminata delle veloci corse _ecco, queste, non essendo una tipa sportiva, le sconsiglio vivamente_ e attirando l’attenzione di tutta quella gente che, per impossibilità o scelta, non era potuta scendere in piazza con noi. Giunti nei pressi del Colosseo ci siamo uniti con il corteo dei lavoratori, nel quale erano presenti anche alcuni docenti della mia scuola. Questo credo sia stato il momento più bello, del quale però nessun telegiornale accenna: gli studenti con i professori e gli altri lavoratori erano insieme, a manifestare, per delle idee comuni. Questo è stato il punto di incontro fra le reminiscenze di un periodo più luminoso ormai passato, un presente incerto e di un futuro sempre più buio. Mi sono sentita parte di un qualcosa che, a mio avviso, era più di una semplice manifestazione.
Essendo rimasti fermi per un bel po’ di tempo davanti al Colosseo e per paura di essere ostacolati dal previsto sciopero degli autobus, un gruppo di persone della mia scuola ed io abbiamo preferito andarcene.
Abbiamo, dunque, proseguito per piazza Venezia, cioè fino a dove si susseguivano le più svariate tipologie di cortei, che era circondata da camionette e poliziotti armati di manganelli.
Siamo arrivati in Via del Corso da dove, guardando verso l’Altare della Patria, potevamo riuscire a intravedere solo nuvole di fumo: ci siamo defilati giusto un attimo prima che iniziassero gli scontri.

Ma chi è che ha organizzato questi scontri? Come mai la polizia era già ‘ai posti di combattimento’ anche quando la manifestazione non dava ancora segni di violenza? E perché, solo in seguito, sono stati attestati i lanci di bombe carta verso gli studenti dal Ministero?
Ci vogliono tappare le bocche e tarpare le ali, ma noi ci faremo sentire.



 © Le foto sono state scattate da me e da alcune mie amiche


Bi 

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