martedì 22 gennaio 2013

La biblioteca della gente.


Il mondo è bello perché è vario. Come una biblioteca: da una parte le storie d’amore, dall’altra i romanzi d’avventura, fino ad arrivare a fantasy e gialli.
Penso anche che ogni persona sia come un libro. Nasce bianco, si forma e cresce e accumula tante esperienze, modellate in tante letterine e divide la sua vita in svariati capitoli differenti fra loro.
Penso che le pagine rappresentino i giorni e, perché no, il titolo sia semplicemente il nostro nome.
Anche noi, come i libri, abbiamo una copertina che tutti possono vedere, ma solo chi legge dentro di noi impara a conoscerci.
Penso che gli altri libri siano quelle persone che ci sono quasi da sempre o che, comunque, anche se giunti da poco, non se ne andranno mai. Rimarranno con noi tra gli scaffali anche quando saranno impolverati o quando il bibliotecario, tentando di afferrarci ci farà cadere sul pavimento gelido e lucido dell’edificio.
Penso, invece, che le altre persone, quelle che ci incontrano, che ci parlano, quelle che però siamo destinate a lasciare, siano in realtà, i clienti della biblioteca. Ci prendono, ci conoscono e magari ci piacciono anche, ma non sono libri e, finito il periodo di custodia, ci riportano fra gli scaffali e la gente di sempre. Ognuno di questi clienti lascia sempre qualcosa in noi. C’è chi si dimentica un segnalibro o chi lascia un’orecchia nell’angolo della pagina, chi sottolinea qualcosa o chi fa dei segnetti a matita su di noi, altri ancora sbatacchiandoci ci rompono un po’, staccandoci la copertina o strappando pagine: l’importante è sapere che se verremo danneggiati, ci penserà il bibliotecario a rimetterci in sesto.
Penso, però, che anche noi lasciamo qualcosa agli altri, nelle frasi belle che leggono e che poi si appuntano su un foglietto, su un diario o che fanno diventare ‘link’ su Facebook.
Per questo amo i libri: non solo perché mi lasciano un qualcosa dentro che non si spegnerà mai, perché sono i miei amici anche quando tutto va male o perché mi permettono di immedesimarmi in altra gente o cambiare vita, ma perché penso che siano come noi.
A volte, però, penso anche che penso troppo.

Beatrice


  

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