lunedì 30 settembre 2013

Mi ricordo domande verdi...

Che poi mi sono dimenticata di festeggiare con voi il mio primo giorno senza il sabbioso e schifoso forte e grandioso antibiotico.

E come se non bastasse, ieri è pure ricominciato Fazio ( che poi in realtà il programma si chiama Che tempo che fa, ma dato che lo seguo dalla prima edizione posso permettermi di adottare un tono informale quando ne parlo, lol).
Il primo ospite, prima di Letta e della Littizzetto, c' è stato  Stefano Mancuso, neurobiologo vegetale, che ha risposto a domande che mi ero sempre posta, ovvero: dove ha messo le piante Noè prima del diluvio? E dato che da piccola non ero volgare come ora, non avevo trovato una risposta.

Mi ero convinta, allora, che Noè, preso dal pollice verde, così verde che neanche Hulk, prima dell'alluvione avesse fatto incetta di semini e che avesse adibito una sala dell'enorme arca a 'serra' e si fosse divertito con le mani in pasta, ops! in terriccio, a fare il piccolo chimico/biologo/giardiniere.

La seconda ipotesi era che le piante fossero rimaste lì dove erano, ma che per sopravvivere avessero adottato una protezione tipo muta da sub per salvaguardarsi dall'acqua e per mantenersi vive e vegete (o forse sarebbe meglio dire vive e vegetali? Non fa ridere, ma voi riderete lo stesso per compassione, ok? Ok.) fino alla fine dell'acquazzone.

Voi cosa ne pensavate? O meglio, vieravate mai posti il problema o non ve ne è mai importato un fico secco (è una pianta anche il fico, quindi restiamo anche in tema)?

In ogni caso, sono felice sia ricominciato uno dei programmi  televisivi che reputo tra i più validi (non che interessi a qualcuno ciò che penso io, ma vabbè) perchè lo aspettavo da quando sono rientrata a Roma i primi di settembre.

Dato che il monologo sulle piante non c'è ancora su Youtube, vi lascio con il pezzo di Luciana Littizzetto, maledicendomi per non essere riuscita a vedere Gramellini (scusate, ma io lo stimo davvero un sacco come scrittore, come uomo e come giornalista)

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