sabato 26 ottobre 2013

I nuovi orsetti lavatori

La crisi c'è. Ed è inutile far finta di non vederla. Ce ne accorgiamo dalle liste della spesa più corte, dalle numerose offerte dei supermercati e, soprattutto, dai portafogli più vuoti.

La crisi, come un mostro nero armato di terrore, fame, tristezza e delusione, sta colpendo ogni classe sociale, da quelle più agiate a quelle che non vivevano troppo bene neppure prima della sua venuta. Sta cambiando le abitudini di tutti noi e togliendo la dignità a tutte quelle persone che, dopo una vita di lavoro e sacrifici, devono rassegnarsi e inventarsi nuovi modi per andare avanti. E trovare nuovi modi per rinnovarsi.

Da alcuni giorni, quando rientro a casa da scuola, percorrendo la mia via, mi capita di imbattermi in persone che, con le maniche tirate su fino ai gomiti, scavano e cercano abiti o qualsiasi altra cosa nei cassonetti della spazzatura, come se fossero orsetti lavatori in cerca di cibo.

Niente di nuovo, certo, alcuni zingari lo fanno da sempre, ma quando a frugare tra gli scarti degli altri c'è gente comune, gente che potrebbe far parte della tua famiglia o potrebbe essere comunque un tuo amico, fa strano. Fa pena. 

Getti un occhio, poi volgi lo sguardo da un'altra parte. L' hai riconosciuta. Con il suo vestito largo a fiori e le scarpette nere, è proprio la vecchina che vedevi in chiesa quando andavi alla messa dopo il catechismo. Vorresti aiutarla, ma come? Vorresti poterle dire che va tutto bene, ma tu le bugie non sai proprio dirle.

Che fare, se non nascondere l'imbarazzo guardando da un'altra parte e schifarti della tua stessa indifferenza?

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