lunedì 29 settembre 2014

Cambiamenti

Eppure non avrei mai pensato che avrei scritto un post partendo dalla frase di un mio simpatico quanto ossessionato ( da leggere con voce da posseduti, mi raccomando!) amico... con la A maiuscola.

Da un po' mi guardo intorno alla ricerca di me stessa e, a poco a poco, mi sto rendendo conto che è più complesso per me  riuscire a trovare me stessa dentro di me che, voglio dire, sebbene sia un po' sviluppata per largo, son piccina che per Marlin rintracciare il piccolo Nemo nel vasto e profondo oceano blu. 

Ho voglia di cambiare, di vedermi e di essere diversa eppure non riesco a vedere cambiamenti attraverso lo specchio. Così, durante uno dei tanti momenti in cui mi lamentavo ( sai che novità) per mettermi a tacere, più che per offrirmi un valido aiuto, mi è stato detto che "non può esserci cambiamento esteriore se prima non ve ne è uno interiore" con lo stesso tono che aveva usato nell'ormai lontano 1994 Rafiki mentre diceva "guarda oltre ciò che vedi".





Questo era ciò che scrissi lo scorso Aprile, quando ero tutta presa da ansie scolastiche dell'ultimo minuto e voglia di un taglio diverso di capelli. Se ci penso adesso, a soli poco più di cinque mesi da quel giorno, mi viene quasi da ridere. Se ripenso a quante cose sono successe in questa metà do anno libera da scuola e altri impegni, attaccata al telefono per avere notizie di parenti lontani e a pensare ad altri che mi hanno lasciato qui, con un loro misero ricordo e con insegnamenti che porterò con me tutta la vita. 

La mia prima vacanza indipendente ( che poi troppo indipendente non è stata dato che condividevo casetta ed esperienza con altre otto ragazze), il senso di speranza del mio Primo Ultimo Giorno di Scuola e i discorsi con chi la scuola l'ha già abbandonata da quasi tre anni e ora ne sente nostalgia.

L'alba sulla spiaggia e le nottate circondate dalle stelle sdraiata in un angolo di porto. Le stesse stelle che a Roma, da casa mia, non si vedono mai, perchè ci sono le luci artificiali che fanno loro concorrenza. 

I bambini e le loro massime mentre prendevo il sole in piattaforma, i nervosismi che non mancano mai, la ricerca del libro scolastico usato che costa meno ma rende ugualmente, la corsa a cercare acquirenti per vendere i miei, di libri, a quelli di uno o due o anche quattro anni più piccini. 

Le delusioni che alcune persone mi hanno lasciato e le sorprese ricevute da altre, i sorrisi fatti in silenzio e le risate più fragorose. I pomeriggi in giro senza una meta e la certezza che se tutto ciò che ho scritto fosse una versione di latino impazzirei alla ricerca del verbo della frase principale.

Forse domani arriverà quel cambiamento che aspettavo. O forse è già arrivato. E magari io sono già diversa da quella che aveva iniziato a scrivere dopo le virgolette. Ho solo la certezza che quando sarò diversa, sempre me stessa ma evoluta come erano i buoni e cari vecchi Pokèmon, me ne accorgerò solo dopo parecchio tempo.






Magari vi interessa, o forse no, ma questo è un tag su venti cose a caso su di me. Se volete, date un'occhiata :)







E ricordatevi di seguirmi ...ovunque!


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