sabato 12 settembre 2015

Allegiant

Ecco. Un altro post libresco per questo blog formato da scritti di plurimo argomento.


Allegiant è il terzo libro della saga di Divergent ( ho già parlato in precedenza di Divergent e di Insurgent) ideata dalla Roth.

Avevo parlato di come questa saga mi avesse affascinata, di quanto la lettura fosse risultata, a parer mio, scorrevole, abbastanza leggera, con descrizioni soddisfacenti  sia di luoghi che di persone, di come la Roth sapesse alternare la narrazione di scene impegnative ad altre romantiche o, addirittura, divertenti.

Così, leggendo il libro che chiude la saga, sono rimasta davvero delusa ( e non a causa del triste epilogo).
La narrazione in alcuni punti mi sembrava forzata, parole e frasi buttate lì tanto per occupare spazio.
La storia in sè aveva tratti davvero molto simili a quella dei libri precedenti ( okay che la storia si ripete, ma così mi sembra eccessivo) e le descrizioni dei luoghi _ e soprattutto delle persone_ mi hanno lasciato davvero senza parole ( ragazze descritte con "era alta/ bassa/ grassa/ magra ma non troppo". CHE DESCRIZIONE È?)

Proprio per questo, giunta a metà del volume, non vedevo l'ora di finire la lettura. Il mio piacere di leggere Allegiant si è ripreso solo verso la fine quando, dopo un triste epilogo, la Roth si dà ai sentimentalismi, riuscendo, però, a ritrovare l'attenzione del lettore ( o, almeno, la mia) senza cadere nel banale e ritrovando la precedente tanto amata originalità che aveva caratterizzato Divergent e Insurgent.

Dal libro _________________________________________________________________


Chissà se le paure scompaiono veramente, o se semplicemente perdono il loro potere su di noi.


È stupido sentire nostalgia delle cose quando ci sono così tante persone per cui sarebbe più giusto farlo.


È tutta questione di fortuna, o di provvidenza, a seconda di quello in cui credi. E io non so, non ho mai saputo in cosa credo esattamente.


C'è qualcosa di profondamente sbagliato nel cancellare i ricordi di una persona. Anche se capisco che era necessario per proteggere la città, fino a quando è stato necessario proteggerla, il pensiero mi disturba. Togli a una persona i suoi ricordi e le toglierai la sua identità.


Ho passato quasi tutta la vita a tenere celati i miei pensieri, girandoli e rigirandoli nella mia testa. Il desiderio di condividere è qualcosa di nuovo per me, mentre nascondere è un impulso naturale come respirare.

Sento che lei è entrata dentro di me e non se ne andrà mai più. La morte non è riuscita a cancellarla; lei è indelebile.


Forse ci costruiremo la nostra casa dentro di noi, per portarcela sempre dietro, così come adesso mi porto dentro mia madre.


Tutti cercano qualcosa a cui attribuire la colpa di come va il mondo.


Quanti ragazzi hanno paura di avere un mostro dentro di sè? Di solito si ha paura degli altri, non di se stessi.
Di solito si aspira a diventare come il proprio padre, non si rabbrividisce alla sola idea.


Stavo cominciando a pensare di aver finalmente trovato un posto in cui fermarmi, un posto che non fosse instabile, corrotto o oppressivo, un posto a cui appartenere. E sì che ormai avrei dovuto impararla la lezione... un posto così non esiste.


La vastità del pianeta, che per me è motivo di sgomento, per lui è come un rifugio, uno spazio nella cui immensità può scomparire.


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Insomma, ahimè, aldilà delle frasi che mi hanno colpito e che vi ho scritto qua sopra, leggendo Allegiant ho avuto l'impressione che fosse stato scritto solo grazie alla spinta del successo che aveva avuto la saga in precedenza e ciò, che per gli scrittori rappresenta il business, per noi lettori rappresenta, piuttosto, il declino dell'opera stessa ( e, a mio avviso, una grande delusione.)



E a voi come è sembrato questo terzo volume? Fino ad ora i pareri che ho avuto modo di sentire erano concordanti con il mio, adesso ditemi la vostra!

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