sabato 12 settembre 2015

‘And I swear that Italian fans are unbelievable’




Così ci ha detto al concerto. Ed ha aggiunto anche 'You are fucking superstar'. Di chi sto parlando? Di Nate Ruess, il cantante principale dei Fun.!Infatti, dopo tanti mesi di attesa (i biglietti erano stati messi in vendita da novembre) finalmente il 27 Aprile è arrivato, portando con sè il concerto dei Fun e facendomi vivere una giornata indimenticabile.
La scorsa settimana, infatti, all’Orion di Ciampino si è tenuto  il concerto ed io ero presente, insieme a due mie amiche, Gaia e Lavinia, l’amministratrice della pagina di Facebook ‘My drug is Twitter ϟ’.Dopo essere andate alla ricerca di un posticino da cui potevamo cercare di vedere qualcosa, ci siamo ritrovate quasi sotto al palco e verso le 21 sono saliti a cantare i ‘Miniature Tigers’, la band che apriva il concerto.
Durante la loro performance, durata una mezz’oretta, ci hanno fatto divertire, cantare e ballare, come se già li ‘conoscessimo’. Inoltre il cantante non si è fatto scrupoli nel definirci svariate volte ‘fucking crazy’ (lol), ma ha aggiunto, per ‘dolcificare’ un po’ i suoi discorsi, che la sua futura moglie si trovava sotto al palco.Dopo poco più di un quarto d’ora di pausa sono comparsi i Fun, Nate Ruess al centro, Andrew Dost alla sinistra e Jack Antonoff alla destra del pubblico. Dalla mia posizione, quasi subito sotto il palco, si vedeva bene Jack e, ad intermittenza, Nate.Iniziato con Out On The Town, continuato con One Foot, passando per All The Pretty Girls, Carry On, We Are Young, Its Get Better e altre, fra cui una cover dei Rolling Stones.Mentre i Fun si erano presi un attimo di pausa, verso la fine del concerto, noi del pubblico ci siamo messi a cantare a gran voce Some Nights prima che la cantassero loro. È stato un momento davvero emozionante perché, anche se andavamo tutti un po’ scoordinati e mentre un gruppo stava già al ritornello, un altro aveva appena iniziato una strofa, eravamo lì. Insieme. Facce sconosciute, mai viste e che, forse, il altre circostanze ci avrebbero suscitato antipatia, apparivano più simili che mai a noi stessi. Le bocche che si articolavano per dire le stesse parole. Gli occhi puntati sul palco. Il batticuore, le emozioni. Sentire che un altro sogno, dopo tanto aspettare, si è finalmente avverato.Perché in fondo un concerto è così: ci rende tutti uniti e tutti uguali. 
© Le foto allegate a questo post sono state scattate da me con il cellulare di una mia amica.

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