domenica 13 settembre 2015

David La Chapelle

Nella splendida cornice del Palazzo delle Esposizioni, in via Nazionale a Roma, in questi giorni, fino al 13 Settembre, è possibile ammirare la produzione artistica di David La Chapelle prodotta dopo il 2006. 

L'artista, classe 1963, dopo esser stato notato dal grande della Pop Art Andy Warhol ( di cui ho avuto modo di parlarvi qui), ha portato avanti una carriera molto vicina al mondo dello spettacolo, lavorando per artisti come Jennifer Lopez, Amy Winehouse, Christina Aguilera, Britney Spears e Elton John.

A partire dal 2006, invece, si è ritirato dalle luci della vita mondana per tornare alle origini, ritornare all'arte per il museo. Dopo un viaggio a Roma, durante il quale ha avuto modo di visitare privatamente la Cappella Sistina, ha deciso di intraprendere un nuovo tipo di carriera artistica che si renda portavoce di denunce sociali nonostante l'apparenza estetica iperrealistica.
Vi giuro, ho trovato una mia simile nella donna che porta
via il cibo posandolo su un banco che tiene sulle spalle!!
 

Questa rivoluzione viene segnata per la prima volta da The Deluge, Il Diluvio, che apre l'intera mostra. Riproponendo il tema biblico, La Chapelle riesce a trasmettere il senso di pericolo e terrore che attanaglia l'uomo di oggi, colmo di valori vacui nel tempo. Sotto un cielo reso grigio e cupo dalle nuvole, corpi nudi di uomini e donne si incontrano. Ognuno reagisce a modo suo, tra la disperazione davanti ai pezzi di insegne di famose catene alimentari ( Burger King,  Starbucks in primis) e la compostezza di donne sdraiate tranquille.


Pose plastiche, dunque, per questo lavoro che fa da padre all'intero corpus delle prime due stanze ( di cui solo la prima si trova al piano inferiore, in cui, più piccoli, vi sono delle opere su sfondo grigio con soggetti corpi umani che fan pensare all'annegamento e l'interno di un negozio distrutto dalla potenza dell'acqua.)

Al piano successivo, invece, La Chapell immagina anche una cattedrale, un museo e una statua dopo il diluvio.

"La sala vuota di un museo allagato riflette il silenzio e l'immagine fragile di una dimensione materiale che presto sarà dissolta, come tutti gli oggetti cui l'impero dei consumi_ e con esso il sistema dell'arte_ ha assegnato un valore preminentemente commerciale."


La seconda sezione è, invece, quella dedicata ai Negative Currencies, per i quali si ispira a One Dollar Bills di Andy Warhol. Con questa sezione, sceglie di rappresentare la crisi economica del 2008, raffigurando alcune delle banconote più famose ( fra le quali compare anche la lira italiana che, però, sappiamo già essere caduta in disuso dal 2002). Mi ha molto colpito anche il  Black Friday at the Apocalypse (nell'immagine in alto), in cui donne famose, nonostante la crisi o, più nello specifico, il grande Venerdì Nero, restano aggrappate saldamente ai loro valori di vita mondana, come il gossip, rappresentato dalle numerose riviste rosa sui pavimenti.

Nella stessa sala sono presenti anche The Crash, una serie composta da automobili dopo un incidente e Aristocracy, la serie più recente ( e, a mio avviso, dai colori più belli).


"Fumi rosa shocking, blu cobalto, giallo fluorescente in tutto simile agli effetti dei fumgeniutilizzati durante gli spettacoli live", in un cielo dalle tinte travolgenti, vi sono scontri di aerei in volo. L'uso del colore richiama Turner, mentre il fascino per il dinamismo e il volo il futurismo. Le tre immagini esposte, però, vogliono lasciare un messaggio importante e ben più drammatico di quello che sembra: " fa riferimento a una classe vip, a un gioco d'alta società sospeso tra noia e autodistruzione e rappresenta la parabola esibizionista di uno snobismo che sfocia nella performance acrobatica e nella perdita di senso."


La sezione che più manifesta la genialità di La Chapelle, però, è senza dubbio Still Life. Dopo aver appreso che il Museo Nazionale delle Cere di Dublino era stato vittima di atti vandalici, si è recato sul posto e ha immortalato ciò che restava delle statue dei personaggi famosi. Da Michael Jackson a Orlando Bloom, fino ad arrivare a numerosi volti politici da ogni parte del mondo, lo scenario macabro di statue decapitate o senza occhi o senza braccia, fan pensare a come, forse, in futuro anche le opere artistiche più moderne siano destinate ad andare in frantumi di fronte alla potenza di nemici, in questo caso vandali. Cameron Diaz senza braccia, ad esempio, risulta essere una moderna Venere di Milo priva di soffio vitale e, adesso, anche d'importanza.

Subito dopo, procedendo con il percorso della mostra, vi è la serie Earth Laughs in Flowers, che trae ispirazione dall'iconografia barocca e vede, come soggetti, fiori e altri oggetti appartenenti a una società votata al futile e agli eccessi.  Tra i più coinvolgenti Flaccid Passion e Deathless Winter ( nell'immagine).

Invece, nella serie dedicata alle Gas Stations, in cui vengono rappresentate delle stazioni di rifornimento viste in un lontano futuro nel quale la natura ha inghiottito lo spazio circostante ad esse La Chapelle immagina che vengano scoperti come resti architettonici di un mondo perduto, come i templi aztechi o l'Isola di Pasqua.
...Foto che poi sono state repostate da @beniculturali30

Atmosfera simile si può notare anche nella serie dei paesaggi che rappresentano Luna Park o centrali nucleari abbandonate. Tutte queste opere, fra le quali ho trovato più affascinante Landscape Pacific Sunset, sono fotografie di plastici realizzati con oggetti riciclati e prodotti di industria come lattine, bicchieri di plastica e cannucce.

La parte più blasfema dell'intero corpus della visita, è sicuramente rappresentata da Jesus is My HomebodyPieta e Beatification mentre l'insieme di opere più toccanti l'ho trovato nella sala che ho visitato alla fine.

Tocco in più è la sala in cui è possibile (ri)vedere il video favoloso nel quale, sulle note di Take Me To Church di Hozier, si esibisce il ballerino russo Sergei Polunin e, per i più curiosi, scoprire ciò che accade nel backstage delle opere di questo geniale artista. 







Presto, in un nuovo post, tutte le opere che più mi hanno colpito, stay tuned!









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