venerdì 18 settembre 2015

Dopotutto miss, c'est la France!



16 Marzo, secondo giorno a Parigi.
Come anticipato nell'ultimo post dedicato a questo viaggio, sono passati più di due anni da questo camposcuola e proprio per questo non ricordo troppo bene l'ordine dei luoghi visitati. Così, in questa tipologia di post, vi descriverò i luoghi visitati in ordine non cronologico, bensì sparso. In questo modo, almeno, sono sicura di non sbagliare.

Eppure, se ci penso, mi sembra che il primo luogo che abbiamo visitato fosse il quartiere di Montmartre, il punto più alto di Parigi da cui è possibile vedere l'intera città. Quel luogo è un po' come il Gianicolo a Roma o Piazzale Michelangelo a Firenze. Solo che lì era Parigi e chissà se mi ricapiterà mai di tornarci.










Dopo aver visitato l'interno della chiesa ci siamo seduti sulle scalinate lì davanti, guardandoci intorno, assaporando l'aria parigina e, per quanto mi riguarda, facendo la mia prima figuraccia del viaggio. Fra tutti i ragazzi della mia classe e di un terzo anno ( allora era il primo anno di liceo classico), la professoressa tiranna scelse proprio me per leggere l'opuscolo con le notizie relative alla basilica e io lessi letteralmente 'Denis'. E non era servito a nulla che le avessi detto che non avevo mai studiato francese. Per lei ormai ero un'ignorante di prima categoria.
E nonostante questo, ancora oggi le uniche parole che conosco del francese sono merciCoco Chanel, decollete, bidet, parure e Gerard Depardieu. Diciamo che se qualcuno iniziasse una conversazione in francese con me....  risponderei alla prima parola con au revoir.






Ritornando verso l'albergo siamo passati anche per Place du Tertre, la piazza degli artisti, e la via dei mulini a vento. 

Potrebbe sembrare che io volessi fotografare la signora bionda con il cappellino nero, quando in realtà, senza offesa, di lei non mi importava nulla.  La foto è venuta così male solo perchè ero rimasta indietro e il gruppo sembrava avere le ali ai piedi neanche fosse Mercurio in Hercules.

 E qui termina il secondo post dedicato al mio viaggio a Parigi. Ma prima di premere il pulsantino pubblica voglio dire qualcosa in mia discolpa riguardo alle foto modificate. Molto modificate. Troppo modificate. Diciamo che risalgono ad un periodo oscuro della mia vita, peridoo in cui avevo intrapreso una relazione con la scimmietta di picknick. O come diavolo si scrivesse.

Prendiamola a ridere, va.

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