domenica 13 settembre 2015

Ferrara

Se quando avete letto il titolo avete pensato a lui



siete completamente fuori strada ( grazie a Dio).




Io sto parlando di questa Ferrara



Ma partiamo dal principio.


La mattina, dopo la prima nottata insonne in hotel ( e non insonne perchè ho deciso di stare con gli amici a divertirmi, ma insonne perchè ho avuto un mal di pancia da lupi) una volta uscita in terrazzo vengo avvolta dalla nebbia e il primo pensiero è che mi trovo al nord, in Padania, e che quindi è normale. Quando, però, vengo a sapere che la nebbia c'è anche a Roma, spero che sia solo un fenomeno passeggero perchè non è possibile che due anni prima a Londra abbia trovato il sole e poi in Emilia Romagna, che si trova a nord ma sempre nel bel Paese, trovi un tempo scuro e cupo.




Laggiù c'è il mare, anche se non si vede. Voi fidatevi di me ;)


Durante il tragitto Rimini- Ferrara.





E così è stato. Verso metà mattinata, ovvero appena finito il tour effettuato dal pullman, è uscito il sole che ha schiarito la giornata e la nostra visita all'interno della città.








Quella statua con le braccia alzate rappresenta Girolamo Savonarola. "Ricordati che devi morire!"





Nel pomeriggio c'è stato l'incontro più deludente, a detta della maggior parte dei ragazzi, di tutto il camposcuola, ovvero la mostra di Matisse al Palazzo dei Diamanti.


No, non Matisse il tenero gattino pittore degli Aristogatti, fratellino di Minou e Bizet,  ma il famoso pittore del secolo scorso, Henri Matisse, questo distinto signore all'opera






Nonostante l'esplosione di colori in quadri come questi




A me sono piaciutedi più alcuni schizzi in bianco e nero raffiguranti una donna seduta su una poltrona ( non riesco a ritracciare l'immagine e mi sto mangiando le mani per non averla fotografata alla mostra, aaargh!) e questo quadro in cui la pelliccia della donna è rappresentata in maniera magistrale tanto da sembrare vera.




 Le immagini relative alla mostra di Matisse sono tutte trovate nel web, quelle della città, invece, le ho fatte io.

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