sabato 12 settembre 2015

Ha la chiave del cuor



Oggi vi parlo di una bella avventura iniziata il 15 Marzo di quasi tre anni fa, quando ero ancora in quinto ginnasio, di uno dei viaggi più belli della mia vita: cinque giorni a Parigi.


Era il mio secondo camposcuola. Era il mio secondo viaggio con l'aereo. Era il secondo viaggio in una capitale europea.

Siamo partiti la mattina di mercoledì, me lo ricordo ancora, e io ero l'unica in aereo ad avere un posto lontano dai compagni.

Io ero dalla parte del finestrino, mentre verso l'interno c'era una ragazza che pensavo fosse araba. Non parlavamo la stessa lingua, ma avevamo concordato, un po' a gesti un po' nel linguaggio segreto che rende complici e amici tutti gli uomini del mondo, che nel sedile in mezzo a noi avremmo appoggiato borse e giacconi. Con I wish degli One Direction nelle orecchie, un quadernino con delle frasi appoggiato sulle gambe e gli occhi semichiusi che facevano la lotta contro il mio cervello sinceramente provato dal terrore per l'alta quota per rimanere aperti e osservare il panorama, mi ero accorsa che la ragazza effettivamente scriveva usando una scrittura orientaleggiante, dalla quale rimasi sinceramente affascinata. Fra musica, sfoghi cartacei e pensieri, l'atterraggio arrivò presto.
E allo stesso modo scoprii presto che quel viaggio d'istruzione si sarebbe trasformato in un viaggio di distruzione.

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