sabato 12 settembre 2015

Il rumore dei tuoi passi

Foto da Instagram

Sono qui che cerco una frase da metter all'inizio del post, come è mia abitudine, ma non ci riesco. Mi perdo tra le pagine del libro e torno a leggere e a commuovermi. Cavolo come scrive, questa D'Urbano!
Mi perdo nelle vicende di Beatrice e nei suoi dialoghi con Alfredo, di quando era ancora vivo, sapendo che nel libro morirà. E non è uno spoiler, ma è solo l'inizio del libro.

Il funerale di un amico. Dell'amico.
I ventenni non dovrebbero essere coinvolti nei funerali. Sono troppo giovani e la morte a quell'età va sfidata e non subita. Stavolta, però, la bara contiene un ventenne, Alfredo, conosciuto come 'Il Gemello' nella Fortezza. Gemello di Beatrice, voce narrante del libro la quale, uscendo dalla chiesa, ripercorre la loro storia insieme, con un lungo e avvincente flashback.

Sei hai qualcuno che ti ama forse ti salvi, ma quel profetico forse, probabilmente rappresenta l'emblema dell'intero libro.

Titolo: Il rumore dei tuoi passi
Autrice: Valentina D'Urbano
Casa Editrice: Teadue
Prezzo: 10 euro
Pagine: 319



Eravamo fatti così, tendavamo a nascondere le cose difficili, ci sforzavamo di non vederle, finchè non ci capitavano sotto gli occhi, finchè non diventavano così grosse e attive da prenderci a calci in faccia. Solo a quel punto decidevamo di affrontarle, e spesso era già troppo tardi. Era un modo come un altro di difenderci.



Non erano realmente gemelli, Alfredo e Beatrice, ma erano uguali nel comportamento, nei gesti e persino nella camminata. Avevano genitori diversi ma, figlio di un uomo disperato e violento, Alfredo fin da quando era giunto alla Fortezza e aveva visto per la prima volta Beatrice, aveva preso l'abitudine di rifugiarsi a casa dell'amica, a un solo piano di distanza dal suo. Si rifugiava lì quando il padre ubriaco picchiava i figli _tre in tutto_ ma poi prese l'abitudine di andare a dormire a casa di Beatrice anche senza nessun motivo all'apparenza.

Così prosegue la storia, un po' d'amicizia e un po' d'amore, di Beatrice e Alfredo. Ci saranno sempre l'uno per l'altra, ma come sempre accade nella amicizie più forti, passeranno un'estate ad odiarsi. Uno odierà l'altra per aver scelto di partire per il mare e per consolarsi si troverà una ragazza e l'altra, appena rientrata dalla villeggiatura... farà di tutto per non essere da meno nell'ambito sentimentale.

Eppure, nonostante l'amore sconfinato tra i due, durante la lettura non ho potuto fare a meno di pensare a come sarebbe continuata la storia se Alfredo non fosse morto a soli vent'anni.

Ottimo libro da portare in spiaggia!
Alfredo, lo stesso Alfredo che a marchiato a fuoco Beatrice con una "A" prima che partisse. Lo stesso Alfredo che le ha dato uno schiaffo in mezzo alla folla. Sarà che non ho un fratello o un amico così stretto da sentirmi protetta e rimproverata da una di queste figure, ma ho notato una buona dose di maschilismo, fra le righe. Un ruolo di succube rassegnazione da parte di Beatrice nei confronti di Alfredo, come se la ragazza, per meritarsi l'enorme amore del gemello, fosse costretta ad accettare anche il lato più scuro della medaglia, il fatto di " dover abbassare la testa" di fronte al suo ruolo.

Al di là delle mie perplessità da femminista incallita, credo che questo sia stato uno dei libi per cui abbia versato più lacrime nella mia vita.


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