sabato 12 settembre 2015

Inizio Tour

Fabrizio Moro, L'inizio Tour, 27 Giugno 2013

Mi scuso per ieri dato che non ho postato nulla di nuovo, ma ieri, finalmente, dopo quasi sette anni da quando ho iniziato a seguirlo (sette anni… è qualcosa di ricorrente ultimamente, non vi pare?), per la prima volta, ho assistito al concerto di Fabrizio Moro.
L’Inizio Tour, che prende il nome dal titolo del suo ultimo album _ e non dal fatto che è la prima tappa del tour, come credeva mio padre, ahahah _ è stato il coronamento di un sogno che avevo chiuso in una cassetto dalla quinta elementare e che si è avverato solo adesso, che sto per passare in quarto liceo.

Fabrizio Moro, non troppo conosciuto e ricordato specialmente per aver cantato a Sanremo Pensa Eppure mi hai cambiato la vita e, per il telefilm I Liceali la sigla Libero, è uno dei cantautori che preferisco e sono davvero felice di aver vissuto ieri sera questa splendida esperienza. Oltre alla scaletta già preannunciata:

1- L'inizio
2- Soluzioni
3- Fermi con le mani
4- Ognuno ha quel che si merita
5- Respiro
6- Io so tutto
7- L'eternità
8- Gastrite  
9- Non è una canzone
10- Eppure mi hai cambiato la vita-Il senso di ogni cosa-Sono solo Parole (medley acustico)
11- Questa canzone (meravigliosa)
12- Svegliati
13- Libero
14- Sono come sono
15- Un pezzettino
16- Comunicando
17- L'Italia è di tutti
18- Pensa
19- Parole rumori e giorni
20- Babbo Natale Esiste


ha cantato anche altre canzoni come Devi salvarti e, per concludere, Desiderare. Il momento che mi è piaciuto di più, però, è stato quando ha cantato Barabba, un inno umoristico in cui elenca tutti i vizi e i difetti dei potenti italiani. Canzone politicizzata al massimo, anch’essa inserita fuori dalla scaletta, è stata intonata dopo un breve motivetto di gioia e soddisfazione grazie alla condanna a sette anni di carcere di un altro Silvio che, pur non essendo il Pellico che scrisse Le mie prigioni, potrà e dovrà, o almeno spero, vivere la sua stessa esperienza, dopo un ventennio in cui ha massacrato l’Italia.
Nonostante io sia alta un metro e un barattolo, sono felice di poter dire che, pur essendo partita da lontano, tra un salto e l’altro e grazie a qualcuno che se ne è andato via prima della fine dell’esibizione, sono riuscita a farmi largo e ad arrivare quasi davanti. Sebbene non fossi proprio ‘in braccio al palco’, sono riuscita a seguire tutto il concerto, che non ho solo sentito, ma anche visto, e a scattare foto e a fare video.
Purtroppo, però, nonostante sia rimasta per tanto tempo con un braccio alzato e il telefono in mano, molti video sono venuti con l’audio danneggiato (il solito culo, mi permetterei di dire, se mi passaste l’espressione). In ogni caso, alla prossima, Moro! 

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