martedì 1 settembre 2015

Questione di inizi

Hola People!

Oggi è il primo Settembre del primo Settembre che non vedrà il mio rientro a scuola.

Proprio così,  come Tony &Co. dopo le prime due generazioni di Skins, come Troy e Gabriella dopo il terzo film di High School Musical, anche io non sono più una studentessa, ma sto per diventare una giovane matricola universitaria *segue musichina paradisiaca come nei film nel momento in cui Tom sogna ad occhi aperti di aver catturato finalmente Jerry*.

Ebbene sì, gente, potreste anche svegliarmi quando Settembre sarà finito, poiché, a parte un unico giorno di test, non avrò alcuna lezione da frequentare e, soprattutto, nessun compito per le vacanze da copiare. Brindiamo alla mia prima ( quasi) terminata estate da disoccupata ( ma con un diploma in tasca che, essendo un pezzo di carta, all'occorrenza può servire come carta igienica... ahah).

La verità è che sono davvero entusiasta di questo cambiamento, ma anche alquanto spaventata: saremo all'altezza dell'università e degli esami, la mia ansia ed io?

Adesso, intanto mi lascio alle spalle una splendida estate iniziata in ritardo, senza viaggio di maturità, ma con una ( quasi) fine splendida.


A Giugno, come Rae di My Mad Fat Diary, riflettevo sul fatto che sembrava che quest'estate fosse destinata a durare per sempre; insomma, sembrava dovesse essere, scusate il francesismo, un po' una merda, poi si è rivelata una stagione col botto: è sembrata un fuoco d'artificio, ma io ho preferito rinominarla StUMMERd, che fa la sua porca _ è il caso di dirlo_ figura.

La rivelazione è arrivata, invece, con una luce sulla strada di Damasco.

No, dai, in realtà è arrivata nel momento in cui son salita sul treno per recarmi nel luogo dove vado a passare un po' di tempo ogni anno, dai miei zii a Follonica. Lì ho ritrovato i miei cugini e gli amici di una vita, quelli più piccoli, che fino a poco tempo fa definivo in maniera davvero molto dolce   alquanto infastidita marmocchi, ma senza i quali queste due settimane appena trascorse non sarebbero state valide.

Così, dopo due settimane di risate, rivelazioni e divertimento, sono di nuovo a Roma, con un libro e una penna fra le mani e tanti sogni nella testa. Sono passate velocemente queste due settimane e, se per caso mi guardo indietro e riordino i ricordi, mi sembra di veder scorrere i momenti passati come se fossero le immense distese verdi che ho visto nel finestrino del treno tornando a casa.







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