giovedì 15 ottobre 2015

Non ti muovere, Margaret Mazzantini

Hola People!

Titolo: Non ti muovere
Autore: Margaret Mazzantini
Casa Editrice: Mondadori
Pagine: 295
Prezzo: Comprato ad un Mercatino dell'Usato, non ricordo 


Siamo davvero sicuri di conoscere i nostri genitori? Naturalmente sappiamo molto della loro vita poichè, nella maggior parte dei casi, ci troviamo a passare con loro ogni giorno della nostra vita da quando siamo nati, ma di ciò che è stato prima, cosa conosciamo? Cosa sappiamo della vita prima di noi? Del backstage passato in attesa che salissimo sul nostro palcoscenico vitale?

Vi pongo questi interrogativi perchè oggi ho intenzione di condividere con voi una delle mie ultime letture, ovvero Non ti muovere di Margaret Mazzantini,tra le cui pagine vi è il racconto di un padre che ripercorre l'amore più grande della sua vita prima dell'arrivo di sua figlia .

Questo è stato l'unico libro fino ad ora letto dell'autrice che, ad essere sincera, non mi ha mai ispirato troppa simpatia. Nonostante ciò ( e nonostante un finale un po' scontato) è riuscita a catturarmi e a lasciarmi incollata alle pagine per una notte intera, fino all'ultima riga anche se, sarò sincera, credo sia un po' sopravvalutato ( come, forse, avrete avuto modo di leggere anche su Instagram).

La vicenda si apre con il grave incidente della figlia del protagonista, Timoteo, il quale lavora come chirurgo nell'ospedale in cui è stata trasportata d'urgenza. Oltre a ciò, un altro strano gioco del destino deriva dal fatto che la mamma della giovane proprio quel giorno è dovuta partiire per un viaggio di lavoro, dal quale rientrerà con un volo imprevisto non appena venuta a scoprire dell'incidente. In questo lasso di tempo il padre, mentre un collega sta per operare sua figlia, inizia un dialogo immaginario con lei in cui le racconta i primi tempi di matrimonio e, soprattutto, l'entrata nella sua vita di un'altra donna, Italia, l'evolversi della loro relazione extraconiugale quasi morbosa e la fine che rappresenta, a esser ben sinceri, la fine di tutto, la perdita di coscienza e l'annegamento nel senso di colpa. 
Nel flashback che occupa il nucleo principale della storia, grande importanza assumono le descrizioni, in particolare quella di Italia, che riesce ad ammaliare e a far innamorare di sè Timoteo nonostante l'aspetto gracile e insignificante, la vita in bianco e nero e la casa spoglia e priva di vivacità.
Proprio il senso di colpa, così come la perdita di coscienza e di vita, vita che scivola via come sabbia dai pugni chiusi, si trovano in netta opposizione con la gioia, descritta quasi come scontata, dal ruolo appena giunto di diventare padre. Se solo fosse sembrata un'emozione meno scontata quella di quindici anni prima, forse adesso, di fronte a sua figlia che lotta per la vita e la morte, si sentirebbe meno in colpa...






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1 commento:

  1. Non ho mai letto nessun libro dell'autrice, però questo offre uno spunto riflessivo niente male..
    Un bacione cara :*
    www.milleunrossetto.blogspot.it

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