martedì 27 ottobre 2015

Pomeriggi Lerci

Nulla. Ecco ciò che son riuscita a pubblicare qui questa settimana: niente di niente.

A mia discolpa, però, posso dire di aver passata una settimana più che piena tra università, incontri e concerti ( di cui vi parlerò nei giorni a venire), che mi han lasciata fuori uso per tutto il weekend.

Il primo degli impegni che mi han lasciato all'università per un sacco di tempo in più del necessario, che risale a quasi una settimana fa, è stato un incontro con gli autori di Lercio: Eddie Settembrini e Alfonso Biondi.

L'incontro, denominato Giornalismo e Satira, si è tenuto nella facoltà di Scienze Politiche di Roma Tre nel tardo pomeriggio e per arrivare sul posto, armata di cartina, ho avuto modo di fare la mia gran bella figura di piccola Dora l'Esploratrice chiedendo ad una coppia di ragazzi dove fosse l'edificio e scoprendo che stavo praticamente ai suoi piedi. 

Passando alla conferenza, che di certo risulta essere più interessante delle disavventure da pionera delle varie sedi, non dirò che è stata eccessivamente dicvertente, ma dirò di più: è stata davvero interessante.

L'incontro si è aperto con delle slide che mostravano l'evoluzione della satira giornalistica, partendo dal 1722 anno in cui si scoprì che dietro l'identità di una signora dell'epoca solita ad inviare lettere ad un giornale, si celava la penna di Benjamin Franklin, fratello del redattore di tale rivista che rimase stravolto nell'apprendere la notizia bizzarra. Si è continuato, poi, mostrando la bufala di Mark Twain il quale aveva, sì, elaborato un articolo nel quale descriveva il ritrovamento di uomini pietrificati, ma che aveva anche lasciato degli indizi, soprattutto nelle immagini  che accompagnavano suddetto articolo, che lasciassero pensare alla falsità della notizia. 

Con un salto nei tempi moderni, invece, siam arrivati a gettare un occhio sulle più famose testate satiriche del mondo e d'Italia in cui, però, risulta avere storia più lunga e continuativa, solo il Vernacoliere, in vernacolo livornese, nonostante gli anni storici de Il Male e il più recente Lercio, appunto.
Detto ciò, dopo aver passato in rassegna i vari flop di grandi testate italiane, e non solo, di fronte all'espansione di bufale ( come Repubblica che prese per buona una notizia creata dalla redazione di Lercio) siamo stati sfidati a indovinare quale delle notizie, fra quelle proposte, fossero bufale e quali no. Incredibile, ma reale, il fatto che la linea fra le due tipologie di notizie vada sempre più ad assottigliarsi fino a, talvolta, aver difficoltà a distinguere le une dalle altre.





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