giovedì 1 ottobre 2015

Primo giorno di UNI!

No, se state pensando a qualcosa di enormemente romantico o a qualcosa che abbia a che fare con Ed Sheeran, siete completamente fuori strada.




Non parlo, infatti, di questa UNI, ma del grande mondo di cui son entrata a far parte da oggi: L' U N I V E R S I T À.


Anche conosciuta come "il Grande Forse". No, non sto parlando di Cercando Alaska, ennesimo libro di successo di John Green, ma delle cose che capitano in ogni università come test di valutazione rimandati un'ora prima dell'orario stabilito o lezioni che prima sono il primo di Ottobre, poi il cinque, poi il primo, poi il cinque. Ebbene, alla fine erano proprio oggi. 

Ed io, rullo di tamburi, c'ero.

La mia giornata è iniziata presto, dopo poco più di tre ore dal momento in cui era finita quella di ieri: tra notizie spiacevoli e l'eccitazione del primo giorno, la nottata di sonno profondo e riparatore... è andata a farsi benedire.

Facendo un breve e conciso  lungo e sofferente riassunto della mia giornata, è importante sottolineare  la sveglia delle cinque che non è suonata e, soprattutto, il fatto che la voce interiore, lo spirito dell'università, il protettore delle giovani matricole ritardatarie croniche di cui io credo di rappresentare un esempio piuttosto preciso, o qualunque altra cosa fosse, mi abbia fatto svegliare nonostante il silenzio del mio telefonino che ha ripreso a suonare all'impazzata alle 5.25, 5.30, 5.45 ed, infine, alle 6.00  ( non voglio annoiarvi con i vari orari, ma era solo un esempio per spiegare a quale livello io sia ritardataria).

Colazionando con calma, in quell'arco di tempo che va dal mio risveglio alle 5.30, dopo aver sorriso all'idea che il mio vicino di casa tassista stesse uscendo di casa per lavorare e sentendomi, di conseguenza, meno sola, ho avuto la brillante idea di scostare la tenda dalla portafinestra dello studio e ho scoperto ciò che mi attendeva.

Nel mondo, che tu sia nero giallo, rosso o fucsia per l'imbarazzo, il primo giorno di università hai tre possibili modi per uscire di casa. Il primo è con il sole di un giallino freddo, ma già alto nel cielo: devi avere la fortuna di abitare molto vicino alla struttura in cui si terranno le lezioni.
La seconda è che sia ancora buio e faccia freddino. La terza, invece, è come la seconda, ma con la pioggia. Se ti capita questa, hai una sfortuna nera. Tipo me.

Armata di stivaloni, ombrello e cappuccio, ore 6.17, ho iniziato a incamminarmi verso la macchina che mi porterà all'università dove, meno male, è andato tutto secondo i piani, nonostante ora mi sia trovata letteralmente come l'omino qui a destra!

Chi ben comincia, sì, è a metà dell'opera; ma chi comincia male può sperare sempre in un'inversione di rotta! 






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6 commenti:

  1. I love Ed Sheeran songs!

    I hope that you visit my blog too : SPIKED-SOUL.BLOGSPOT.COM :)
    Have a nice day!

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  2. Il primo giorno è sempre un po' un trauma, mettici anche la pioggia...
    Vedrai che tra qualche giorno ci farai l'abitudine! In bocca al lupo cara! :*

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    1. Ora il trauma è riuscire a non addormentarsi in giro, tra un viaggio e l'altro per arrivare in università! Ahahah, grazie mille e crepi il lupo! :)

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  3. Mi ha divertita molto questo blog! Ricordo le prime settimane di università quando ci fu una bomba d'acqua durante la lezione di chimica e poichè c'erano dei lucernari nell'aula, la pioggia era talmente forte e batteva su questi, tanto da non farci sentire la voce del professore >.< Io dovrei ricominciare tra qualche settimana, sempre se si decidono! XD un bacio :*

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    1. Oh mamma ahahahah, no, grazie a Dio a me è andata meglio! Buon rientro! :*

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