lunedì 12 ottobre 2015

Veronika decide di morire

Veronika decide di morire è il primo libro di Paulo Coelho che leggo. Scelto un po' a caso, un po' per curiosità e, soprattutto, per la copertina ( che raffigura Notte Stellata di Van Gogh, come avrete, forse, già avuto modo di osservare qui), iniziato settimane or sono, è stato concluso esattamente... tre giorni fa. 

Titolo: Veronika decide di morire
Autore: Paulo Coelho
Casa Editrice: Bompiani
Pagine: 186
Prezzo:


Trovo il tempo di scriverne qualche riga solo adesso perchè sono stata risucchiata dall'università e dalla vita sociale con le vecchie amiche del liceo e ho trovato il modo di uscire da questo enorme buco nero solo adesso.

Credo sia praticamente il primo dei libri letti durante quest'estate di cui riesco a pubblicare qualcosa, poichè il resto è alla mia sinistra mentre scrivo e ognuno di essi mi guarda in maniera cupa sperando di essere il prossimo a lasciare questa pila di polvere ormai più alta dell'Empire State Building.

Oltre per la copertina, trovate le foto di questo libro su Instagram ( praticamente gli ho fatto un book fotografico!) perchè, assieme a La verità sul caso Harry Quebert, è uno dei libri che più mi ha lasciato perplessa! 

Narra la storia ordinaria di Veronika, giovane di ventiquattro anni che ha sempre condotto la solita vita, rinunciando al sogno di diventare pianista per far spazio ad una vita da ragazza in carriera, non da artista, poichè, si sa, l'arte paga raramente e poco. 
Vive con le solite abitudini di ogni giorno: la sveglia, il lavoro da bibliotecaria, l'uscita serale, il ritorno al convento dove vi è la stanza in cui vive. Talvolta incontri e avvicinamenti con ragazzi da una volta e basta, mai una storia seria: la sua apatia la porta a constatare l'inutilità della sua vita e decide di tentare il suicidio ingerendo delle pasticche.

Si risveglia, tempo dopo, a Villete, un famoso manicomio della Slovenia, la sua nazione, e scoprirà di non avere più chances per cambiare la sua vita e renderla folle. In questo luogo abitato da matti, malati o semplicemente da persone che si sono autoimposte una sorta di isolamento per sfuggire alla realtà, imparerà l'importanza di scappare dalle abitudine, dallo stile di vita sempre identico a sè stesso.

Veronika aveva deciso di morire, ma vivendo in quell'ambiente così lontano dal mondo si rende conto di non aver mai vissuto. Così decide di vivere. 
Purtroppo, però, secondo vari test ed esami ha un problema al cuore: vivrà una settimana, forse meno. Forse più.

Veronika decide che tanto ormai non ha più nulla da perdere e si butterà, tirando fuori unghie e denti, in questa vita, vivendola sul serio, facendo in modo che non sia la vita a scorrerle dentro, ma sia lei a farsi largo nelle acque selvagge del vivere. Il finale mi ha lasciato perplessa, come già scritto nella CHallenge di Ottobre tramite Instagram, ma è davvero un libro che merita di essere letto. 




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