venerdì 11 marzo 2016

Fai bei sogni, Massimo Gramellini


"Non siamo scimmie evolute, ma divinità decadute!"

Nella vita ti delude tutto, tranne un buon libro. Questo è il caso di Fai bei sogni, un buon libro che non delude.
In queste pagine il giornalista italiano ripercorre, più o meno fedelmente, la sua vita a partire dall'infanzia e, soprattutto, dalla perdita di sua madre. Proprio questo trauma che lo scrittore ha subito in tenera età, fa da cornice a tutte le vicende che ha vissuto in seguito e, come si scoprirà infine, risulta essere una parentesi gialla all'interno del romanzo.

Il termine madre, ad essere sincera, non mi piace quasi per niente, però. L'idea che una persona si fa sentendolo pronunciare o leggendolo è quella di una persona estranea, un'oscura genitrice che svolge un ruolo quasi asettico nella vita di ogni figlio, per poi dissolversi dopo aver finito il lavoro svanendo come se nulla fosse. Mamma, invece, risulta dotato d'affetto e sentimento, una parola calorosa per un compito che richiede la trasmissione di emozioni, abbracci, parole e silenzi. Dal libro, fin dalle prime pagine, emerge che anche quella di Gramellini, sebbene per poco tempo, fu una Mamma a tutti gli effetti. Nonostante i pochi anni di vita insieme, è lei che ha insegnato all'autore a fare bei sogni, come suggerisce già il titolo. 

Al ricordo della madre persa troppo presto e ai sogni che tenteranno di rendere la vita più piacevole, fin da piccolo il protagonista si trova ad affiancare  Belfagor, un'entità astratta che vive nella testa ( e nell'anima) del piccolo, del giovane ed in seguito dell'adulto Gramellini. Esso risulta essere spesso un δαίμων, un daimon che, però, rispetto a quello di cui parlava Socrate, risulta non essere soltanto coscienza morale, bensì spesso una presenza negativa nella vita dello scrittore. 

Dal primo campeggio al Liceo Classico, dall'Università alle prime esperienze nell'ambito giornalistico, questo libro rivela un lato di Gramellini che non capita di vedere in televisione. Abbandona il ruolo di pilastro seduto sullo sgabello che narra e descrive i fatti della settimana con fermezza per mostrarsi, a sè stesso prima e al pubblico di lettori poi, un uomo fragile e debole che, sebbene sia riuscito a realizzarsi professionalmente, ha impiegato parecchio tempo per trovare ( o ritrovare) la sua storia.
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Letto  divorato in una notte, questo libro risulta essere lo specchio di ogni lettore: ognuno può rivedersi, ritrovarsi e imparare a conoscersi un po' di più ad ogni riga. 
Lo stile, molto diverso da L'ultima riga delle favole ( che non ho, invece, amato), risulta essere sincero e ironico, nonostante l'amarezza dell'evento chiave della narrazione e nonostante la profondità di alcune pagine e di concetti esplicati. 


Titolo: Fai bei sogni
Autore: Massimo Gramellini
Casa Editrice: Longanesi
Numero di pagine: 229
Prezzo: 14, 90 








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