domenica 3 luglio 2016

Aridaje.

Da troppo tempo non mi occupavo di questo spazio di mondo. Da troppo tempo non trovavo un attimo di tempo per stare al pc. 

Non pubblicavo qualcosina da moolto tempo: da prima che occupassi il mio tempo in lavoretti saltuari, da prima che creassi una nuova collezione di magliette ( di cui vi parlerò a breve), da prima che alcune persone tornassero per poi andarsene di nuovo senza lasciare il minimo vuoto ma la riflessione sui motivi per cui non ne avessi fatto a meno fin da subito, da prima che la sessione estiva si aprisse e si chiudesse per me nell'arco di una sola giornata, da prima che iniziassero gli europei di calcio che wow, che rivelazione l'Italia, ma che peccato contro la Germania non siamo riusciti a vincere. Da prima che andassi al mare e diventassi color aragosta, da prima che iniziassi ad ascoltare Calcutta che invece mi piacerebbe andare a sentire venerdì prossimo in concerto, da prima che bo, sono successe talmente tante cose che faccio fatica a ricordarmele tutte che poi quest'elenco è già troppo lungo e preferisco fermarmi qui.

Ah, sì. Da prima che aprissi un account su Snapchat che a volte utilizzo compulsivamente tutti i giorni più di una volta al giorno, mentre altre lo lascio lì a fare la muffa senza neppure dare un'occhiatina di striscio alle vite degli altri di cui, poi se andiamo a vedere, non mi importa neanche più di tanto, impegnata come sono a cercare di far quadrare e farmi piacere la mia.

Come si vede da ciò che ho scritto, dalla punteggiatura ( quasi) inesistente, dalle parole che sgorgano tipo cascate del Niagara, dal flusso di coscienza che neanche fosse la nuova Joyce, sto scrivendo di getto, un po' perchè non mi va di pensare troppo a ciò che scrivo, un po' perchè questo è un post aggiornamento come tanti dopo le mie lunghe e frequenti assenze e quindi funge tipo da diario, ma diario non è perchè alla fine di mio strettamente personale ho scritto ben poco. 

Libri da recensire ne avrei, forse un paio, ma mi auguro di averne presto tre perchè non vedo l'ora di finire quello dell'Allende, che sta passando troppo tempo fra le mie dita e le case degli altri e la sabbia e la crema solare ma anche l'acqua abbronzante perchè ormai un po' di sole l'ho preso e gli smalti dai colori estivi e che ormai ha preso il posto di una parte del corpo, tipo lo smartphone per Fedez e JAx.

Se state leggendo questo ennesimo sproloquio è perchè mi conoscete e sapete che in fondo, nonostante i secoli di silenzio, ritorno sempre: come le onde del mare, i peggiori incubi e la peperonata, che detto così non è troppo poetico ma è pur sempre una delle poche certezze che possiamo vantarci d'avere in questo mondo.

Termino così questo aggiuornamento della mia vita di cui, probabilmente, non importava nulla a nessuno ma che mi ha fatto piacere scrivere perchè fa sempre bene fare il punto della situazione una volta ogni tanto.

Vi lascio e spero di riprendervi presto perchè mi mancava tutto questo e mi manca dedicarmi al blog, nonostante tutto il bello che c'è fuori dalla camera e lontano dalla scrivania.

Scottata dal sole e dalle scelte sbagliate, concludo il post come se fosse una lettera, tanto sono informali queste righe, 

Beatrice

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